Pietre del Sagittario

22 novembre – 21 dicembre · Fuoco

1333 prodotti a catalogo11 sezioni
Simbolo del segno Sagittario

Sagittario: 22 novembre – 21 dicembre

Il Sagittario occupa il tratto di zodiaco che accompagna l'ingresso dell'inverno boreale, fra la fine di novembre e il solstizio di dicembre. È l'ultimo segno di Fuoco dopo Ariete e Leone, e nella tradizione astrologica occidentale porta quell'elemento a un grado diverso: non l'impulso che apre, non la luce che si mostra, ma il fuoco che si mette in cammino. L'iconografia lo raffigura come un centauro che tende l'arco, e la freccia — puntata lontano, oltre il campo visivo — è forse l'immagine più eloquente di ciò che questo linguaggio simbolico gli attribuisce.

La modalità è mutevole, la stessa di Gemelli, Vergine e Pesci: nella grammatica dell'astrologia i segni mutevoli chiudono le stagioni e sono descritti come adattabili, plurali, poco disposti a irrigidirsi in una forma sola. Applicata al Fuoco, questa modalità viene letta come entusiasmo che si sposta di oggetto, curiosità che cambia direzione senza spegnersi, capacità di ricominciare un discorso da un altro punto. Il pianeta di riferimento è Giove, che nella tradizione classica governa l'espansione, la fortuna, il diritto, la filosofia e i viaggi lontani: nella Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, testo che ha fissato buona parte di questo repertorio nel II secolo, Giove appartiene ai pianeti considerati benefici e temperati.

I tratti che l'astrologia associa al segno si organizzano intorno a quattro nuclei: la ricerca di senso, il viaggio, l'entusiasmo e l'insofferenza dei limiti. Il primo è quello meno spettacolare e forse il più caratteristico: al Sagittario si attribuisce la tendenza a non accontentarsi del funzionamento delle cose, ma a domandarne il perché — da qui l'accostamento tradizionale con la filosofia, il diritto, la teologia, l'insegnamento. Il viaggio, in questo vocabolario, non è solo geografico: indica lo spostamento di prospettiva, l'esperienza dell'altrove come strumento di conoscenza.

L'entusiasmo e l'insofferenza dei limiti sono le due facce della stessa attribuzione. La tradizione astrologica non è ingenua sui propri archetipi: gli stessi autori che descrivono il fuoco gioviano come generoso e comunicativo ne segnalano il rovescio, cioè la dispersione, la promessa fatta con troppa facilità, la fuga davanti a ciò che chiede stanzialità e pazienza. Vale la pena ripeterlo subito, perché questa pagina non intende dirvi come siete: descrive che cosa un sistema simbolico millenario ha assegnato a un tratto di cielo, e lascia a chi legge la libertà di riconoscersi, di riconoscersi in parte o di non riconoscersi affatto.

Che cosa cerca chi è Sagittario nelle pietre

Quando si passa dai simboli astrologici alla litoterapia simbolica, il criterio di associazione più diffuso non è la somiglianza ma la compensazione. Le pietre che la tradizione accosta al Sagittario, infatti, raramente amplificano il fuoco: più spesso lo raccolgono. A un segno descritto come mobile, plurale, orientato all'orizzonte, gli autori di questo genere di repertori attribuiscono un bisogno di ancoraggio, di silenzio, di misura — e propongono di conseguenza pietre scure, vetrose, opache, oppure minerali associati alla chiarezza mentale e alla lucidità.

Chi si riconosce nel segno e si avvicina alle pietre lo fa spesso per una di tre ragioni, tutte formulabili solo al condizionale della tradizione. La prima è il desiderio di un oggetto che accompagni gli spostamenti: un amuleto da viaggio, nel senso più antico e più letterale del termine, qualcosa che sta in tasca e segna una continuità fra luoghi diversi. La seconda è la ricerca di un supporto simbolico alla concentrazione, in un segno che la tradizione descrive come ricco di intuizioni e povero di follow-up. La terza è più sottile: si cerca un contrappeso, una presenza materiale e densa che faccia da zavorra all'entusiasmo.

Nessuna di queste funzioni è dimostrata, e conviene dirlo prima di elencare le pietre. Una pietra non modifica il carattere, non aumenta la concentrazione, non protegge da nulla in senso fisico. Ciò che può fare — e non è poco — è funzionare come oggetto di attenzione: un promemoria tattile, una scelta ripetuta ogni mattina, un piccolo rito laico. In questo la litoterapia simbolica assomiglia alle pratiche di intenzione più che alla farmacologia, e va valutata con quel metro. Per qualunque questione di salute fisica o psichica l'interlocutore è il medico o lo psicoterapeuta, e nessuna pietra sostituisce una terapia.

Cosa la tradizione attribuisce alle pietre del Sagittario

Il viaggio e la protezione di chi si sposta

L'idea che una pietra accompagni il viaggiatore è documentata molto prima dell'astrologia moderna. Plinio il Vecchio, nel trentasettesimo libro della Naturalis Historia, raccoglie decine di credenze sulle gemme e sui loro usi apotropaici, e il repertorio medievale — il Liber lapidum attribuito a Marbodo di Rennes, poi lo Speculum lapidum di Camillo Leonardi nel 1502 — le trasmette al Rinascimento arricchendole di corrispondenze planetarie. Nel caso del Sagittario, gli autori moderni di litoterapia hanno rielaborato questo materiale associando al segno pietre scure e compatte, lette come "ancore" per chi sta lontano da casa.

Secondo questo linguaggio, la pietra da viaggio del Sagittario non serve a evitare gli imprevisti — nessuna pietra lo fa — ma a rappresentare un punto fisso in un contesto che cambia. È un'attribuzione che si spiega bene anche fuori dal registro esoterico: gli oggetti che portiamo con noi hanno una funzione di continuità biografica riconosciuta dall'antropologia, e una pietra levigata in tasca appartiene alla stessa famiglia di una fotografia nel portafogli.

La lucidità e la disciplina del pensiero

Il secondo tema è quello mentale. Giove, nella tradizione, è pianeta di studi, di dottrina, di sistemi: al Sagittario si attribuisce facilità nell'abbracciare visioni ampie e difficoltà nel restare sul dettaglio. Le pietre che i repertori moderni collegano a questo tema sono in prevalenza quarzi — trasparenti o viola — e minerali blu, associati per convenzione cromatica alla gola e alla fronte, cioè alla parola e alla visione.

Nel vocabolario dei chakra, sistema di origine indiana entrato in Occidente attraverso le traduzioni teosofiche di inizio Novecento, il Sagittario viene accostato più spesso al plesso solare — per il fuoco e per Giove — e al terzo occhio, per la componente filosofica. Va detto con chiarezza che questi accostamenti fra chakra e segni zodiacali non appartengono a nessuna delle due tradizioni originarie: sono sincretismi novecenteschi, coerenti al proprio interno ma non tramandati.

La misura, i limiti, il radicamento

Il terzo tema è il più interessante e il meno adulatorio. La tradizione astrologica considera l'eccesso il rischio strutturale del segno gioviano: troppe cose iniziate, troppe promesse, troppa fiducia nel margine. Le pietre nere e opache — ossidiana e onice in primo luogo — vengono lette come richiamo alla misura, e nei manuali di litoterapia sono descritte come pietre di "radicamento", termine metaforico che indica il ritorno all'attenzione per ciò che è presente e concreto.

Qui l'attribuzione simbolica ha una sua eleganza: si propone al segno della freccia il materiale più terrestre e più immobile che esista, il vetro raffreddato di un vulcano. Non come correzione morale — nessuno ha bisogno di essere corretto da un minerale — ma come polarità: un oggetto che nella sua densità dice qualcosa di diverso da ciò che il segno rappresenta.

Le pietre associate al Sagittario

Ossidiana Ossidiana 157 prodotti a catalogo

È la pietra che i repertori moderni citano più spesso per questo segno, e la ragione è di contrappunto: al fuoco mobile del Sagittario si accosta il fuoco raffreddato e diventato specchio. Nella tradizione l'ossidiana è descritta come pietra di verità e di contenimento, associata al radicamento e alla capacità di guardare in faccia ciò che si preferirebbe aggirare.

Dal punto di vista scientifico l'ossidiana non è un minerale ma una roccia vulcanica vetrosa: si forma quando una lava molto ricca in silice, tipicamente riolitica, si raffredda troppo rapidamente perché i cristalli abbiano il tempo di organizzarsi. Il risultè un vetro naturale privo di struttura cristallina, con durezza intorno a 5–5,5 sulla scala di Mohs e una caratteristica frattura concoide, a scaglie curve e taglienti: è esattamente questa proprietà che ne fece, dal Paleolitico, una delle materie prime più ricercate per lame e punte.

Vedi la selezione Scheda completa

Ametista Ametista 125 prodotti a catalogo

L'ametista è la pietra che quasi tutti i manuali contemporanei assegnano al Sagittario, spesso come "pietra del mese" di febbraio nella tradizione dei birthstone americani e insieme come gemma gioviana in quella astrologica. Nel linguaggio simbolico il viola la collega alla sobrietà — il nome greco allude alla credenza antica che proteggesse dall'ebbrezza, riportata anche nei lapidari medievali — e alla vita contemplativa, tema congruente con la ricerca di senso attribuita al segno.

Mineralogicamente è la varietà viola del quarzo, biossido di silicio, sistema trigonale, durezza 7. Il colore dipende da tracce di ferro nel reticolo, attivate da irradiazione naturale: se scaldata sopra una certa temperatura l'ametista perde il viola e vira al giallo-arancio, ed è così che si produce industrialmente gran parte del citrino in commercio. Per la stessa ragione un'esposizione prolungata alla luce solare diretta può scolorirla, e questo è un dato pratico, non una credenza.

Vedi la selezione Scheda completa

Labradorite Labradorite 122 prodotti a catalogo

La labradorite entra nei repertori del Sagittario per il suo gioco di luce: una pietra che appare grigia e opaca finché non la si inclina, e allora restituisce lampi blu, verdi, talvolta dorati. La tradizione la legge come pietra della soglia e della trasformazione, e la associa al viaggio interiore e alla protezione di chi si espone: un'attribuzione recente, nata soprattutto nella litoterapia del secondo Novecento.

È un feldspato plagioclasio, cioè un membro intermedio della serie continua fra albite e anortite, con durezza 6–6,5 e sfaldatura in due direzioni. La labradorescenza — il fenomeno ottico che la rende riconoscibile — non è dovuta a pigmenti ma a interferenza della luce su lamelle sottilissime formate dalla separazione di fasi durante il lento raffreddamento del magma. Il nome deriva dalla penisola del Labrador, in Canada, dove fu descritta alla fine del Settecento; la varietà a iridescenza particolarmente intensa viene commercializzata come spettrolite, di provenienza finlandese.

Vedi la selezione Scheda completa

Cristallo di rocca Cristallo di rocca 112 prodotti a catalogo

Al cristallo di rocca la tradizione litoterapica attribuisce una funzione di chiarificazione e di "amplificazione": è la pietra che si usa quando si vuole mettere ordine, e per questo viene accostata a un segno descritto come ricco di intuizioni simultanee. Nella pratica simbolica è considerata neutra e compatibile con qualunque altra pietra, il che la rende l'ingresso più semplice per chi si avvicina a questi linguaggi senza volersi impegnare in un simbolismo troppo specifico.

È quarzo incolore e limpido, biossido di silicio puro, durezza 7, con la classica terminazione prismatica a sei facce e piramide. Il quarzo è piezoelettrico: sottoposto a pressione genera una differenza di potenziale, e viceversa. Su questa proprietà — scoperta dai fratelli Curie nel 1880 e del tutto fisica — si basano gli oscillatori al quarzo degli orologi, che però impiegano cristalli sintetici tagliati con precisione micrometrica, non esemplari naturali.

Vedi la selezione Scheda completa

Tormalina Tormalina 89 prodotti a catalogo

La tormalina, in particolare nella varietà nera, compare fra le pietre del Sagittario come schermo e come filtro: la tradizione la descrive come pietra che "assorbe", associata alla protezione di chi frequenta molti ambienti e molte persone. Nelle varietà colorate — verde, rosa, bicolore — le attribuzioni cambiano tono e si spostano verso l'equilibrio e la vitalità, segno che qui il colore conta più della specie.

Non è un minerale singolo ma un gruppo di ciclosilicati complessi di boro e alluminio, che comprende specie distinte come elbaite, dravite e schorl; la durezza è 7–7,5. La tormalina è piezoelettrica e piroelettrica: scaldandola si elettrizza e attira polveri leggere, fenomeno noto in Europa dal Settecento e all'origine del vecchio nome olandese di "pietra della cenere". La prima elbaite fu descritta sull'isola d'Elba, che dà il nome alla specie.

Vedi la selezione Scheda completa

Onice Onice 82 prodotti a catalogo

L'onice chiude la serie e ne condivide la logica: pietra nera, compatta, dal profilo severo, letta dalla tradizione come sostegno alla costanza e alla disciplina — ciò che il repertorio astrologico considera il compito del segno mutevole di Fuoco. Nel mondo greco e romano l'onice era soprattutto materia da cammeo e da intaglio, sfruttata proprio per la stratificazione a bande di colore contrastante.

Tecnicamente è una varietà di calcedonio, cioè quarzo microcristallino, con bande piane e parallele; la durezza è circa 6,5–7. Una nota di trasparenza commerciale: gran parte dell'onice nero uniforme in vendita è agata trattata con soluzioni zuccherine e acido solforico, un procedimento noto e stabile documentato dall'Ottocento. Non è un difetto, purché sia dichiarato. Attenzione anche all'omonimia con l'"onice" delle pavimentazioni e degli oggetti d'arredo, che è invece un travertino carbonatico, tenero e attaccabile dagli acidi.

Vedi la selezione Scheda completa

Le corrispondenze del Sagittario

Come si usano le pietre del Sagittario

Portarle addosso

La forma più diffusa è il bracciale di sfere levigate, seguita dal ciondolo e dal semplice pebble in tasca. Un criterio pratico prevale su ogni considerazione simbolica: la durezza. Ametista, cristallo di rocca e tormalina stanno intorno a 7 sulla scala di Mohs e tollerano bene l'uso quotidiano; l'ossidiana, con 5–5,5, si riga con facilità e va tenuta separata dalle chiavi; la labradorite, sfaldabile, teme gli urti sugli spigoli. Chi lavora con le mani farà meglio a scegliere il ciondolo.

Meditazione

Nella pratica meditativa la pietra funziona da punto di appoggio dell'attenzione: si tiene in mano, si nota la temperatura che cambia, il peso, la superficie. Non c'è nulla di magico in questo, ed è esattamente il motivo per cui funziona come esercizio: un oggetto tattile riduce la dispersione più di una consegna puramente mentale. Nei repertori si suggerisce per il Sagittario l'abbinamento fra una pietra scura tenuta in mano e un'ametista o un cristallo di rocca posati davanti a sé, con sedute brevi e regolari — dieci minuti tutti i giorni valgono più di un'ora ogni tanto.

Purificazione e ricarica

La tradizione litoterapica parla di "pulizia energetica"; sul piano verificabile esiste solo la manutenzione fisica, che comunque conviene fare bene. Acqua tiepida e panno morbido bastano per quarzi, tormaline e onice. L'ossidiana teme gli sbalzi termici; la labradorite non va lasciata a bagno per la sfaldatura; sale e aceto sono da evitare in generale, perché aggrediscono montature e inclusioni. L'ametista, come detto, si scolorisce alla luce solare intensa: la pratica diffusa di "ricaricarla al sole" le fa danno, e la luna — se si tiene al rito — è innocua.

Abbinamenti

La logica degli abbinamenti nei repertori moderni è cromatica e tematica. Per il Sagittario si propone spesso l'accostamento fra una pietra di radicamento (ossidiana, onice, tormalina nera) e una pietra di chiarezza (ametista, cristallo di rocca, sodalite o lapislazzuli fra le blu). Chi cerca coerenza estetica prima che simbolica troverà che il viola dell'ametista regge bene il nero e il grigio-blu della labradorite, mentre l'oro del turchese e dell'apatite chiede una montatura calda. Sul piano pratico: non mescolare nello stesso bracciale pietre di durezza molto diversa, perché le più tenere si opacizzano contro le più dure.

Regalare una pietra a un Sagittario

Il regalo litoterapico ha un problema di partenza: se è troppo esplicitamente "correttivo" comunica un giudizio. Regalare una pietra "per radicarsi" a qualcuno che non ha chiesto di essere radicato è un messaggio ambiguo, e conviene evitarlo. La scelta migliore è quasi sempre quella che privilegia l'oggetto: qualcosa di bello, ben lavorato, che si possa usare senza aderire a nessuna dottrina.

Per un compleanno che cade nel periodo del segno, l'ametista è la scelta più sicura: leggibile, gradevole, di durezza adeguata, disponibile in una gamma di viola molto ampia. Per chi parte — trasloco, anno all'estero, viaggio lungo — funziona bene un pebble di ossidiana, piccolo, tascabile, indistruttibile alla pressione se non agli urti. Per una laurea o un traguardo di studio la tradizione suggerirebbe le pietre blu, e fra queste il lapislazzuli ha un vantaggio storico: è il pigmento dell'oltremare, materia di manoscritti e di pale d'altare per secoli, e questo dà al dono un contenuto che si può raccontare.

Per un regalo che eviti il prevedibile, due strade. La prima è la labradorite, o la sua varietà finlandese spettrolite: chi la riceve raramente l'ha già, e il gioco di luce si spiega da sé senza bisogno di simbolismi. La seconda è la larvikite, un'altra roccia feldspatica norvegese dai riflessi argentei, poco frequente nei cataloghi di gioielleria. Chi teme di sbagliare con l'astrologia può semplicemente non nominarla: una pietra è un buon regalo anche senza oroscopo, e chi la riceve deciderà da sé che senso attribuirle.

Domande frequenti sulle pietre del Sagittario

Esiste una pietra ufficiale del Sagittario?

No. Non esiste alcun ente che stabilisca corrispondenze fra pietre e segni zodiacali, e i repertori pubblicati divergono ampiamente. Il turchese, l'ametista e la sodalite ricorrono con più frequenza, ma si tratta di consuetudini editoriali, non di canoni.

Se sono nato il 21 dicembre sono Sagittario o Capricorno?

Dipende dall'anno e dall'ora: il passaggio del Sole al segno successivo varia di circa ventiquattro ore fra un anno e l'altro. Solo il calcolo effettivo per la data e l'ora di nascita risponde. Nei giorni di confine molti si riconoscono in entrambi i repertori, e nulla vieta di guardare anche alle pietre del Capricorno.

Devo portare solo pietre del mio segno?

No, e nessun autore serio lo sostiene. Le corrispondenze zodiacali sono uno dei tanti criteri di scelta possibili, accanto al colore, al tema simbolico, alla provenienza o al semplice gusto. Molte persone scelgono le pietre di più segni, o le ignorano del tutto.

L'ossidiana è una pietra "pesante" da portare?

Nella tradizione le si attribuisce un effetto intenso e la si consiglia per periodi brevi; è un'indicazione simbolica, non un dato. Sul piano fisico l'ossidiana è del tutto inerte, come qualunque vetro vulcanico, e non produce alcun effetto sull'organismo.

Perché la mia ametista è schiarita?

Con ogni probabilità per esposizione prolungata alla luce solare o a una fonte di calore: i centri di colore dell'ametista sono instabili e degradano. Il processo non è reversibile con i mezzi domestici. Conservatela lontano dai vetri esposti a sud.

Le pietre possono aiutare l'ansia o la concentrazione?

Non esistono prove che una pietra agisca su ansia, umore o attenzione. Ciò che può contare è il gesto — fermarsi, respirare, tenere qualcosa in mano — che appartiene alle pratiche di consapevolezza e ha valore in quanto tale. Per un disturbo d'ansia o difficoltà persistenti l'interlocutore è un professionista sanitario, e nessun oggetto ne sostituisce l'intervento.

Cosa dice la tradizione e cosa dice la scienza

Su un punto conviene essere espliciti, perché il resto della pagina si legge meglio dopo. L'astrologia non ha valore predittivo dimostrato. I tentativi di verificarne le affermazioni con metodo controllato hanno dato esiti negativi: il test in doppio cieco pubblicato da Shawn Carlson su Nature nel 1985 non trovò alcuna capacità degli astrologi partecipanti di abbinare profili di personalità a carte natali meglio del caso, e la rassegna di Geoffrey Dean e Ivan Kelly sul Journal of Consciousness Studies nel 2003, condotta su una coorte di migliaia di soggetti nati a breve distanza l'uno dall'altro, non rilevò le somiglianze che la teoria astrologica prevedeva. Non esistono, allo stato, risultati replicati in senso contrario.

Analogo discorso per le pietre. Non risultano evidenze che i minerali esercitino effetti terapeutici per contatto o per prossimità; le ricerche sperimentali disponibili — fra cui quelle divulgate da Christopher French e colleghi della Goldsmiths, University of London — indicano che le sensazioni riferite da chi impugna un cristallo si presentano in misura comparabile anche con imitazioni in vetro, cioè che il fattore attivo è l'aspettativa. Le proprietà fisiche dei minerali, quelle sì reali e misurabili — piezoelettricità del quarzo, piroelettricità della tormalina, interferenza ottica nei feldspati — riguardano fenomeni che nulla hanno a che vedere con il corpo umano.

Va aggiunto un dettaglio poco noto: le corrispondenze fra pietre e segni non sono nemmeno stabili all'interno della tradizione. I lapidari medievali le legano ai pianeti e alle dodici pietre del pettorale di Aronne descritte nell'Esodo, con attribuzioni divergenti fin dai commenti patristici; la lista dei birthstone mensili più diffusa oggi è una standardizzazione commerciale nordamericana del 1912, rivista più volte nel corso del Novecento; i manuali di litoterapia contemporanei — quello di Judy Hall è il più venduto — propongono ciascuno il proprio schema. Chi confronta tre fonti trova tre elenchi diversi per lo stesso segno.

Perché allora questo linguaggio resiste? Perché fa un lavoro che non è predittivo ma descrittivo e narrativo. Lo zodiaco offre dodici figure attraverso cui pensare temperamenti e conflitti, e la sua fortuna culturale — da Tolomeo a Dante, dai cicli affrescati di Palazzo Schifanoia a Ferrara alla psicologia archetipica del Novecento — testimonia un'utilità simbolica indipendente dalla verità delle sue previsioni. Le pietre, in questo quadro, sono oggetti che ancorano un'intenzione a una materia: qualcosa che si può tenere, guardare, scegliere. Chiamarlo per quello che è — un linguaggio, non una tecnica — non lo diminuisce. Lo rende utilizzabile anche da chi non ci crede.

Fonti e riferimenti

  • Claudio Tolomeo, Tetrabiblos (II sec. d.C.), testo fondativo dell'astrologia occidentale, per elementi, modalità e signorie planetarie.
  • Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, libro XXXVII, sulle gemme e sulle credenze antiche a esse legate.
  • Marbodo di Rennes, Liber lapidum (XI sec.) e Camillo Leonardi, Speculum lapidum (Venezia, 1502), per la tradizione lapidaria medievale e rinascimentale.
  • Walter Schumann, Guida alle gemme del mondo, Zanichelli, per dati gemmologici e trattamenti.
  • Cornelis Klein, Anthony R. Philpotts, Earth Materials: Introduction to Mineralogy and Petrology, Cambridge University Press, per la classificazione dei silicati e la genesi delle rocce vulcaniche vetrose.
  • Mindat.org, banca dati mineralogica associata alla Hudson Institute of Mineralogy, per specie, formule e località tipo.
  • International Mineralogical Association – Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC), per la nomenclatura ufficiale delle specie minerali.
  • Smithsonian Institution, National Museum of Natural History, Department of Mineral Sciences, per le collezioni di riferimento.
  • Shawn Carlson, «A double-blind test of astrology», Nature, 1985.
  • Geoffrey Dean, Ivan W. Kelly, «Is Astrology Relevant to Consciousness and Psi?», Journal of Consciousness Studies, 2003.
  • Judy Hall, The Crystal Bible, citata come esempio della letteratura litoterapica contemporanea e delle sue attribuzioni, non come fonte scientifica.

La nostra selezione per il Sagittario

La collezione dedicata al Sagittario raccoglie oltre milletrecento articoli in sedici pietre diverse, dalle sei più associate al segno — ossidiana, ametista, labradorite, cristallo di rocca, tormalina e onice — fino a lapislazzuli, turchese, sodalite, crisocolla, calcedonio, agata, apatite, shungite e alle rocce feldspatiche nordiche come spettrolite e larvikite. Le pietre elencate in questa pagina sono quelle effettivamente presenti nel nostro catalogo, non un elenco teorico. Per confrontare le attribuzioni con quelle degli altri undici segni si può partire dall'indice dei segni zodiacali, dove trovano posto anche i segni contigui: lo Scorpione che precede, i segni d'aria come Bilancia e Acquario, quelli di terra come Toro e Vergine, e i segni d'acqua Cancro e Pesci.

I nostri gioielli in pietre del sagittario

Vedi tutti i 1333 prodotti →